Una mia allieva mi ha recentemente posto una domanda in merito a partnership tra aziende vitivinicole e associazioni.

Riprendo un articolo pubblicato su Professionetica che riporta una interessante iniziativa al riguardo,  promossa dal VIS. Un buon esempio di responsabilità sociale d’impresa!

Territori diVini
Venerdì 5 giugno a Roma, con il Patrocinio della Regione Lazio, il VIS dedica una intera giornata al Medioriente e alla promozione del progetto Territori diVini.

Dalle 10 alle 13 presso l’Istituto Sacro Cuore, Via Marsala 42, avrà luogo l’incontro sul tema dei “Diritti in conflitto. Il Medioriente a un bivio”.

Interverranno:

Umberto De Giovannangeli, giornalista de “L’Unità” e collaboratore di LIMES, Giacomo Kahn, Direttore di “Shalom”, Iman Sabbah, giornalista RAI NEWS 24 e RAIMED, Yousef Salman, Delegato della Mezza Luna Palestinese in Italia, Gianni Vaggi, responsabile Master in Cooperazione allo Sviluppo dell’Università degli Studi di Pavia.

Dalle 15 alle 17 verrà presentato il Centro di Formazione per lo Sviluppo Umano VISonline e Andrea Merli, coordinatore del Master in Cooperazione Internazionale e Sviluppo di Betlemme, introdurrà il nuovo corso “Pace e Giustizia: quadrare il cerchio in Medioriente”.

Alle 17.30 il pomeriggio e la serata proseguiranno a Villa Piccolomini in Via Aurelia Antica 164, con la presentazione del Progetto Cantina di Cremisan illustrato da uno dei più noti wine maker italiani, Riccardo Cotarella.

Alle 18.30 un brindisi di rosso vestito aprirà la serata “Territori DiVini”, all’insegna di degustazione di vini italiani e prodotti tipici del Lazio. L’evento sarà animato dal concerto del Quartetto “Ottava Bassa” dell’Orchestra del Teatro dell’Opera e da un’asta di vini italiani.
Tutto il ricavato della serata andrà a sostegno della produzione vitivinicola della Cantina di Cremisan, in Palestina.

I vini in degustazione saranno
Ca’ del Bosco (Lombardia) Falesco (Umbria), Di Majo Norante (Molise) Moroder (Marche), Abbazia di S. Anastasia (Sicilia) Terre de la Custodia (Umbria), Isabella Mottura (Lazio), Barberani (Umbria), Tenuta Roveglia (Lombardia), Agricola Le Querce (Toscana), Funer (Veneto) Tenuta Poggiogolo (Toscana), Palazzone (Umbria) Santa Liberata (Marche), Monrubio (Umbria) La Carraia (Umbria), Cantina S. Marco (Lazio) Strade Vigne del Sole (Lazio), Civielle (Lombardia), Barone Pizzini (Lombardia), Cardeto (Umbria) e Villa Sandi
(Veneto).

Fonte: VIS

Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 17 maggio, 2009

Cosa prevede il DDL sulla sicurezza

Questo è il mio commento all’articolo apparso su Vita.it sulla proposta di legge sulla sicurezza approvata nei giorni scorsi alla Camera e in arrivo al Senato.

Semplicemente vergognoso! Specie se si pensa che questo paese, dalla fine dell’800 in poi, ha conosciuto milioni di emigranti che con il loro sudore e il loro sangue hanno contribuito al benessere di tanti altri popoli, subendo le stesse umiliazioni che oggi questa legge infligge a chi fugge da paesi in guerra, dalla fame, dalle carestie. Vorrei anche ricordare che le rimesse degli emigranti italiani hanno contribuito in modo determinante alla nostra rinascita e al boom economico del dopoguerra. Gli stessi diritti che allora l’Italia rivendicava in particolare nei confronti della Svizzera, del Belgio, della Germania, oggi spetterebbero agli immigrati che respingiamo in mare. Vi sono alcuni aspetti della proposta di legge passata alla camera che ricordano le leggi razziali, la delazione innanzitutto. Allora, dal 1938 in poi, i delatori venivano compensati con 5.000 lire per ogni ebreo denunciato. Ieri il regime premiava, oggi questo governo prevede sanzioni pesantissime: il risultato è analogo. Arroganza, minacce, clima di intimidazione, come nel caso delle volgari dichiarazioni del ministro La Russa contro la rappresentante in Italia dell’Alto Commissariato ONU, Laura Boldrini. C’è da augurarsi che la parte sana di questo paese reagisca con determinazione. Sarebbe ora!

Beppe Cacòpardo

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Ecco cosa prevede il ddl

di  Lorenzo Alvaro / Vita.it /  14 maggio 2009

I punti determinanti del provvedimento approvato alla Camera che ora passa al Senato

La Camera dei deputati ha approvato il Disegno di legge sulla sicurezza. Ieri l’aula aveva votato per tre volte la fiducia sui tre maxi emendamenti presentati dal governo, mentre oggi ha dato il via libera definitivo al provvedimento. Ora dopo le modifiche il ddl torna all’esame del Senato.
Forti tensioni si sono scatenate riguardo alle norme in tema d’immigrazione.

Ma cosa prevede questo ddl?

Ecco i punti principali:

Si introduce il reato di «ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato». Non verrà punito con il carcere, ma con una multa da 5 mila a 10 mila euro e l’espulsione;

Si prolunga da due a sei mesi il tempo massimo di permanenza nei centri d’espulsione. Le proroghe saranno autorizzate dal giudice di pace quando il cittadino straniero non collabora o non arrivano i documenti necessari all’espulsione dal Paese d’origine;

Si conferma i tre anni di reclusione e l’eventuale confisca dell’immobile per chi dà alloggio a pagamento, «per trarne ingiusto profitto»,  a immigrati irregolari. Ma solo se questi sono senza  permesso al momento della stipula o del rinnovo del contratto d’affitto;

Si obbliga i cittadini stranieri che vogliono sposarsi in Italia a esibire il permesso di soggiorno (i clandestini, quindi, non potrebbero sposarsi);

Si alza da sei mesi a due anni (tre per i residenti all’estero), il termine dopo il quale chi ha sposato un italiano può chiedere la cittadinanza. I
tempi di dimezzano se ci sono figli nati o adottati dalla coppia;

Si prevede un contributo di 200 euro sulle richieste di cittadinanza. Metà del contributo servirà a finanziare la Cooperazione, l’altra metà andrà al Dipartimento immigrazione del Viminale;

Si subordina l’iscrizione dei cittadini stranieri all’anagrafe alla verifica da parte del Comune dell’idoneità dell’immobile in cui abitano;

Si obbliga gli sportelli di money transfer a fotocopiare il permesso di soggiorno dei loro clienti e a segnalare alla polizia quelli che non lo
hanno. Chi non lo fa, perde la licenza;

Si prevede l’ esibizione del permesso di soggiorno per accedere ai servizi pubblici e per gli atti stato civile, tranne che per le prestazioni
sanitarie o le iscrizioni alle scuole dell’obbligo;

Si obbliga i cittadini stranieri a sottoscrivere un «accordo di integrazione» con un punteggio che crescerà o diminuirà in base al loro comportamento. Chi esaurisce i punti, perderà il permesso e sarà espulso;

Si introduce un contributo sulla domanda di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno che andrà da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro;

Si prevede il superamento di un test di italiano per chi chiede la carta di soggiorno.

Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 15 maggio, 2009

UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE SULLA COMUNICAZIONE SOCIALE

Riporto il seguente articolo che ritengo fornisca alcuni spunti di riflessione sulla comunicazione sociale. Ho evidenziato le parti che – a mio parere – centrano il problema.

Crisi dei valori nella comunicazione sociale

7/5/2009

In Italia si moltiplicano le campagne di comunicazione sociale, ce ne sono troppe, la maggior parte sono costruite secondo stereotipi e non secondo gli obiettivi della singola campagna, non in base al target di riferimento e ai valori che si vogliono trasmettere.

Purtroppo ad un gran numero di campagne sociali non corrisponde altrettanta voglia di innovare e sperimentare nuovi strumenti di comunicazioni. Sono infatti ancora troppo poche le organizzazioni disponibili a cercare modalità di comunicazione alternative, diverse dagli standard. Per trovare esempi di nuovi linguaggi e nuovi canali dobbiamo guardare altri Paesi dove invece, proprio grazie alla creatività delle Organizzazioni Non Profit e delle loro agenzie di comunicazione, nascono campagne innovative.  Eppure in Italia sono presenti circa 250.000 ONP (Organizzazioni Non Profit): un mercato “affollato” dove la concorrenza è un problema reale. Questo fatto dovrebbe, in teoria, stimolare la ricerca del nuovo: le organizzazioni sanno infatti che è necessario non solo comunicare bene i propri valori, evidenziare i fattori distintivi, sottolineare la trasparenza della gestione dei fondi, ma diventa importante trovare nuovi modi per attirare l’attenzione di un cittadino sempre più distratto, preoccupato per la situazione economica, “bombardato” da migliaia di messaggi sociali e commerciali.

Sappiamo che anche il concetto di comunicazione sta profondamente cambiando: si è passati dal “comunicare a” al “comunicare con” fino ad arrivare a far diventare il cittadino co-autore del messaggio pubblicitario. Quindi, per coinvolgere in modo più diretto il cittadino o consumatore, accanto agli spot televisivi, ai mailing, agli eventi, si inizia a parlare di modalità di comunicazione “non convenzionali”. Tra gli addetti ai lavori si discute, per esempio, su come utilizzare le nuove tecniche definite guerrilla, emotional, street marketing: modalità nuove per colpire il pubblico in modo imprevisto, inusuale, “spiazzante”.

Ma lo strumento innovativo non basta: “dietro” devono esserci buone idee, organizzazioni efficienti, strategie ben articolate. Come sappiamo, una campagna originale non è sufficiente a raccogliere consensi duraturi, a migliorare la raccolta fondi, a consolidare la reputazione dell’organizzazione.

Un consiglio! Ogni Organizzazione Non Profit dovrebbe chiedersi, quando decide di realizzare un progetto di comunicazione: la campagna sarà in grado di contribuire a quel cambiamento del mondo a cui la comunicazione sociale dovrebbe sempre tendere? Grazie alla campagna il messaggio sarà capace di creare un ambiente nel quale “insieme” si trovano soluzioni ai problemi?

Domande complesse a cui, sappiamo, non è semplice rispondere. Ma se è vero che la nostra non è solo una crisi economica e finanziaria ma è una crisi di valori, la comunicazione sociale potrebbe davvero essere uno strumento per dare voce alla società nel suo complesso, per promuovere comportamenti positivi, per raggiungere obiettivi di crescita comuni. Potrebbe forse aiutare anche la comunicazione commerciale a trovare nuove strade.

(tratto da Magazine di FERPI)
Edi Florian
“Immagine e Reputazione”

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