Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 11 maggio, 2009

FRATELLI D'ITALIA? Un film per tramandare la storia

Segnalo questa importante iniziativa:

Milano – lunedi 18 maggio ore 20.00

Cinema ANTEO – Via Milazzo 9

Proiezione di 

FRATELLI D’ITALIA?

Un film per tramandare la storia

Un film sul potere della testimonianza, un documento visivo di grande impatto emotivo: il primo film sulla Shoah dove i  giovani parlano ai giovani, con il contributo dei veri discendenti e dei protagonisti della Storia.
Con il patrocinio di:
– Fondazione per il Memoriale della Shoah di Milano Onlus
– UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
– Associazione Figli della Shoah
– Fondazione CDEC
– Comunità Ebraica di Milano
– Segretariato Sociale RAI

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 02 349951

Per maggiori informazioni:

www.binario21.org

Condivido pienamente quanto sostiene Gianpaolo Concari e riporto integralmente il suo articolo.

L’insostenibile leggerezza della demagogia

Il ministro Tremonti annuncia che sarà possibile destinare il 5 per mille ai terremotati. Una manovra demagogica, con pochi effetti pratici e che sottrae risorse anziché fornirne di nuove.

La notizia è stata riportata dall’Ansa e da alcuni giornali radio: sono state avviate le procedure per destinare il 5 per mille ai terremotati dell’Abruzzo.

In attesa di leggere la reale portata della manovra, le anticipazioni sono inquietanti.

E’ una manovra da furbetti, demagogica e che non porta alcuna nuova risorsa mentre ne sottrae a chi già opera a favore dei terremotati. Insomma si tratta di una trappola. Vediamo come e perché.

Per prima cosa i tempi.

C’è una necessaria, incontrovertibile, sfasatura tra l’impellente necessità di trovare risorse per far fronte alle emergenze e il momento in cui il 5 per mille diventerà disponibile: non meno di due anni, se non tre, come sta avvenendo per i fondi relativi ai redditi 2006.

Nel frattempo con quali risorse faremo fronte alle necessità di ripristino dei servizi pubblici a dir poco essenziali quali la sanità e la giustizia? L’ospedale principale e il palazzo di giustizia dell’Aquila sono seriamente danneggiati e saranno inutilizzabili per molto tempo ancora.

La manovra sottrae risorse.

Se si amplia la platea dei destinatari non si fa che sottrarre risorse anche a quelle organizzazioni che attualmente sono impegnate (e lo saranno ancora per molto tempo) nell’attività di assistenza ai terremotati.

La spina dorsale del servizio di protezione civile italiano è infatti costituito anche da centinaia di organizzazioni di volontariato che normalmente sono potenziali destinatarie del 5 per mille.  Non solo: ma si sottraggono risorse a chi è impegnato nelle attività di assistenza a soggetti svantaggiati oppure alla ricerca scientifica.

Aggiungiamo anche che per i fondi destinabili al 5 per mille c’è un tetto e quindi non si può andare oltre la somma stanziata dalla legge finanziaria. In altri termini: lo Stato cerca la sussidiarietà nei servizi sociali e poi dice arrangiatevi.

La demagogia.

In realtà di fondi per il terremoto ce ne sono già ora disponibili. Tecnicamente hanno la stessa tempistica del 5 per mille, ma possono essere anticipati e quindi smobilizzati.

Si tratta infatti dell’8 per mille che, se destinato allo Stato, secondo l’art. 2, comma 1, del d.P.R. 10/03/1998 n. 76, deve essere impiegati per

– interventi straordinati per fame nel mondo

– calamità naturali

– assistenza ai rifugiati

– conservazione di beni culturali.

Avete letto bene. Ci sono già le calamità naturali.

Basterebbe perciò “blindare” i fondi dell’8 per mille per indirizzare nuove risorse alla popolazione abruzzese.

Ho usato il verbo “blindare” perché in questi anni l’8 per mille destinato allo Stato e quindi teoricamente finalizzato a queste aree di intervento, è stato invece depauperato perché utilizzato per chiudere improvvise falle di bilancio o, peggio ancora, per rifinanziare missioni di (dubbia) pace all’estero.

Vale la pena di ricordare che, al di là di qualsivoglia pregiudizio ideologico, è incontrovertibile che le nostre truppe sono impegnate in Afghanistan da ormai 8 anni e che, con la rimozione degli ultimi caveat, possono (e già lo sono state) essere liberamente impegnate in azioni di guerra.

Chi scrive è perciò fermamente convinto che si dovrebbe agire sull’8 per mille, stabilendo che una fetta maggiore di questi fondi, sia destinata alle opere di ricostruzione e alla conservazione dei beni culturali danneggiati. Vale anche la pena di ricordare che l’8 per mille non ha un tetto massimo se non nell’ammontare globale dell’I.R.Pe.F.. La manovra è da furbetti: ora quale forza politica vorrà criticare questo annuncio? credo che in pochi lo faranno. Modi e tempi per segnalare il trucco sono limitatissimi e il rischio di passare per chi vuole contrastare le buone azioni per il gusto di criticare le decisioni della maggioranza, è altissimo.

Il contribuente però è avvisato…

Ho ricevuto la newsletter settimUn treno per Auschwitzanale di Arcoiris.TV.  L’ho scorsa velocemente (il tempo, mannaggia, è sempre più tiranno!) e tra i vari filmati interessanti sono stato attratto dal video Un treno per Auschwitz, sottotitolo “Come una volta si parte dal binario 21 e si ripercorre lo stesso tragitto dei deportati. Sensazioni e umori per non dimenticare con gli studenti delle scuole Superiori e la Provincia di Milano”.

Abbiamo ascoltato tante storie, letto tanti libri, ci siamo emozionati e arrabbiati per tutto quello che è successo. Ci chiediamo, oggi, come ricordare e trasmettere ai giovani le testimonianze che la nostra generazione ha potuto ascoltare dalla voce dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti.

Solo qualche giorno fa ho partecipato alla presentazione dell’ultimo libro di Nedo Fiano “Il passato ritorna” – Editrice Monti – in Università Bocconi e mi sono rammaricato per l’assenza degli studenti, forse troppo concentrati su altri argomenti, sicuramente importanti.  Ma lì non c’erano, purtroppo.

Questo video di Bruno Capuana ha il pregio di far risaltare l’importanza della conoscenza. Gli studenti delle scuole medie superiori che, grazie all’organizzazione della provincia di Milano,  hanno avuto l’opportunità di fare questi viaggi ad Auschwitz e Birkenau hanno sicuramente imparato molto. E’ interessante osservare come l’ esperienza modifichi il proprio stato d’animo e l’atteggiamento. I ragazzi, dapprima raccontano ciò che hanno imparato dai libri e dalla scuola.  Durante la visita ad Auschwitz e Birkenau, il loro silenzio è assordante. Dopo, le parole escono a fatica, rotte dall’emozione e dall’angoscia. Senza retorica, solo presa di coscienza e desiderio di trasmettere la Memoria e non dimenticare.

Concludo riportando le parole di uno dei ragazzi: ” Questo viaggio è importante perchè la nostra generazione è l’ultima che potrà fruire di una testimonianza diretta di coloro che hanno vissuto lo sterminio, dopo di che, queste tragedie diventeranno davvero storia, da cronaca passeranno a storia”.    Vi invito a dedicare qualche minuto del vostro tempo per vedere questo video e leggere il libro di Nedo Fiano.

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