

fundraising
L’ inizio di ogni attività è sempre uno dei momenti più difficili del percorso di un’associazione. Ciò vale anche quando si parla di raccolta fondi , attività in costante evoluzione, divenuta più dinamica, complessa e articolata rispetto al passato.
Sembra facile ma i vari protagonisti di questa professione, siano essi interni o esterni all’organizzazione, sanno bene quanto “raccogliere fondi” sia sempre più un impegno costante, quotidiano e organizzato.
Nel rapporto con le associazioni, da un lato ho riscontrato enormi potenzialità e grande entusiasmo nell’affrontare l’attività di fundraising, dall’altro – purtroppo – una scarsa consapevolezza nel considerarla come integrata all’attività istituzionale, quindi non episodica e occasionale. Da qui, la difficoltà ad un approccio di tipo professionale e una scarsa propensione allo stanziamento di un budget di investimento adeguato, soprattutto nella fase di start-up.
Per farsi conoscere e avere successo, per competere efficacemente con una “concorrenza” sempre più agguerrita, per raccogliere fondi, per acquisire nuovi donatori e mantenerli fedeli nel tempo, è necessario appropriarsi delle competenze e degli strumenti più idonei.
Fare fundraising, in particolare in tempo di crisi, è una vera e propria sfida per qualsiasi organizzazione, anche per la più strutturata. Figuriamoci per una associazione alle prime armi, che deve muovere i primi passi per comunicare la sua esistenza e la sua mission, per creare e gestire il database dei suoi aderenti, per iniziare a programmare un’ attività di marketing sociale di breve, medio e lungo termine.
Partendo dalla mia ormai ventennale esperienza sul campo, ho pensato di offrire qualche spunto (vorrei dire qualche ” pillola di fundraising ” ma credo che questa espressione sia stata già abusata) affinchè coloro che desiderano iniziare a fare fundraising dispongano anche di questo mio modesto contributo. Quale socio e consigliere di ASSIF, Associazione Italiana Fundraiser, sento il compito di promuovere cultura del fundraising professionale ed etico.
Gli spunti che pongo alla vostra attenzione derivano dal mio lungo e proficuo lavoro con ONP e ONG, passato e attuale, dal mio rapporto con responsabili, staff e volontari, dalle mie letture, dalle mie lezioni, dai miei successi e – ahimè – anche dai miei insuccessi, da cui ho sempre cercato di imparare.
I valori che guidano il mio lavoro: rigore, correttezza , coerenza. Valori che vorrei sempre ritrovare nel nonprofit, come essenza della sua ragion d’essere. Valori da praticare prima di tutto verso utenti e beneficiari, soci e sostenitori, volontari e dipendenti, collaboratori e consulenti.
Nella mia testa il nonprofit deve proprio continuare ad essere un mondo diverso , esempio di etica, professionalità, trasparenza, tensione ideale e morale.
Da qui il mio invito a coloro che vi operano ad assumere una cultura di “impresa sociale” capace di coniugare sempre capacità manageriali e valori che appartengono a questo mondo.
Buona lettura, buon lavoro e, soprattutto, buon fundraising a tutti!
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